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Itinerari - Residence La Meridiana |
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BIVONGI
Nelle campagne di Bivongi, ai piedi del Monte Consolino, si trova il Monastero con l’annessa Basilica di San Giovanni Théristis (XI sec.). Oggi, dopo novecento anni, il Monastero è ritornato ai monaci greco-ortodossi del monte Athos, allontanatisi da questi luoghi a seguito dello scisma del 1054. In epoca basiliana il monastero è stato il più importante della Calabria meridionale, con una scuola di amanuensi ed una grande biblioteca . Godeva inoltre di molte rendite, poiché in Calabria non vigeva il diritto bizantino di divieto ai monasteri di possedere beni immobili. San Giovanni, vissuto nella prima metà dell’XI secolo, fu detto Thèristis (mietitore) per un miracolo avvenuto durante la mietitura del grano . Nel mese di giugno, dovendosi recare a Monasterace, prese con sé del pane e del vino e giunto presso il fondo Marone ne offrì ai contadini mietitori. Un furioso temporale abbattutosi su quei campi, rischiava di distruggere il raccolto, ma la preghiera intensa di Giovanni fece sì che il grano fosse mietuto e raccolto.
E’ l’unico monastero greco-ortodosso dell’Europa occidentale e può essere visitato con la guida dei monaci di rito greco che vi dimorano. |
ROSSANO CALABRO
Rossano è una tappa di rilievo dell’itinerario bizantino. La cittadina, oggi grosso centro agricolo e commerciale della zona, ha origini romane ed è divisa in due parti: una costiera e l’altra collinare, quest’ultima posta sul versante settentrionale della Sila Greca. La parte antica della città è su una rupe, ed è certamente il centro con il maggior numero di testimonianze bizantine nella Calabria.
Ricordiamo la Cattedrale, la Chiesa di S. Marco ed il ricco Museo Diocesano nel Palazzo Arcivescovile. Qui è conservato il Codex Purpureus Rossanensis del VI secolo, un prezioso evangelario greco dalle pagine rosse, scritto con lettere d’argento e ornato da preziose miniature. Tra Corigliano e Rossano sorge l’abbazia di Santa Maria del Patire (o Patirion), fondata nel IX secolo dal monaco basiliano Bartolomeo da Simeri. |
CROTONE: CAPO COLONNA L’abitato sorge su un promontorio ed è il punto più orientale della Calabria. A Capo Colonna si può ammirare l’unica superstite di 48 colonne doriche di quello che in epoca magnogreca (V l- V secolo a.C.) fu uno dei più grandi e più bei templi dedicati ad Hera (Giunone).
Si narra che il tempio, in epoca romana, fu saccheggiato da Annibale che si appropriò dei tesori e di tutto ciò che vi era custodito per testimoniare lo splendore e la potenza dì Crotone al tempo di Pitagora.
Il tempio, in seguito, fu quasi demolito dai Romani che ne scoperchiarono il tetto per ricavarne le grandi lastre di bronzo che furono trasportate nell’Urbe. |
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